Attilio Mattioli : il nostro Maestro intervistato da Claudio Cannistrà

Attilio mi accoglie nel suo studio in una tranquilla villetta a due piani, immersa nel verde, poco lontano dal centro del paese; mi racconta che ha già quattro nipoti, alternando i commenti astrologici sull'albero genealogico familiare ad aneddoti sulle sue esperienze di vita, raccolte in una sorta di cronistoria astrologica personale nella quale ha riportato con precisione le sue riflessioni su transiti e passaggi planetari, in rapporto agli eventi piccoli e grandi, di cui è stato protagonista.

E' così che nasce questa intervista, che vuole anche rendere omaggio ad un personaggio, amato e rispettato da tutti, che ha sempre lavorato in silenzio, ma con profitto, per la nostra Associazione e che nel corso di questi anni ha visto sfilare sotto i suoi occhi nelle sale della locale Cassa Rurale e Artigiana, ora denominata Banca Romagna Centro, tutto il gotha astrologico.

La prima domanda mi sembra quasi d'obbligo:

Attilio, per presentarti ai nostri lettori più giovani: qual è la tua carta di identità astrologica?

Ho il Sole in Sagittario al primo grado, l'Ascendente sempre in Sagittario a 20 gradi e la Luna in Cancro sulla cuspide della casa ottava, mentre Saturno è a 29 gradi nel segno dello Scorpione. l valori Sagittario mi danno il desiderio di viaggiare e di girare per il mondo, però dopo pochi giorni che sono fuori di casa, non vedo l'ora di tornare, perche questa Luna in Cancro mi richiama sempre alle origini, alla mia famiglia e al luogo dove vivo.

 

Vuoi parlarci ancora un poco del tuo tema e delle tue esperienze di vita alla luce dell'astrologia?

Pur avendo anche Venere e Mercurio in Sagittario, non mi sento un Sagittario nel vero senso della parola. E' vero che nel corso della mia vita ho vissuto periodi in cui ero un "gioviale": mandavo avanti la compagnia, organizzavo le gite e le cene con gli amici; tuttavia, ho anche trascorso momenti in cui Saturno ha preso il sopravvento e mi ha portato ad isolarmi. A questo proposito, ho chiesto a diversi astrologi di fama, con i quali ho avuto una fitta corrispondenza, quale consideravano fosse la mia dominante, ma ho ricevuto risposte contrastanti.

Per quel che ti conosco e per il tuo aspetto fisico, io ti vedo abbastanza gioviano, soprattutto per quell'aria di bonomia innata che trasmetti...

Si, ma ho anche un Nettuno importante, situato a 27 gradi del segno del Leone in quadrato allo stellium ai primi gradi del Sagittario ed opposto a Giove, che è in Acquario. A questo proposito, Adriana Cavadini scrive in un suo articolo che Nettuno fortemente stimolato, ma leso, può portare all'uso di droghe; non è il mio caso, per fortuna, ma il pianeta rappresenta anche la narcosi e qui ci siamo, perchè le anestesie mi hanno procurato inconvenienti in ogni intervento. Devo, però, ringraziare questo pianeta per aver movimentato il mio quotidiano, forse troppo! Troverai i riferimenti relativi nella mia cronistoria personale. Ho, infatti, attraversato , nel corso della vita un periodo nettuniano, molto creativo, ricco di fantasie, innamoramenti e che mi ha anche portato a scrivere poesie.

E riguardo all'aspetto di opposizione fra Giove e Nettuno, che mi racconti?

Questo aspetto cade sull'asse seconda/ottava e mi ha costretto a confrontarmi con il problema del danaro. Il danaro non mi ha mai interessato e non mi interessa neanche oggi; tuttavia nel corso della mia vita ho sempre avuto a che fare con il danaro, nel senso che ho sempre amministrato i soldi degli altri. Infatti, quando lavoravo in comune svolgevo la funzione di economo ed in banca, in qualità di vicepresidente, gestivo sempre il patrimonio altrui! In definitiva, posso dire che ho vissuto nella mia vita tre periodi planetari ben distinti; fino ai quarant’anni una fase, in cui ha prevalso Giove, dai quaranta in poi ha prevalso Nettuno e adesso è la volta di Saturno.

Come è avvenuto il tuo incontro con l'astrologia?

È stato un incontro casuale, avvenuto oltre trent'anni fa, verso al fine degli anni '60; in quel periodo era molto seguita una trasmissione televisiva, cui partecipava Massimo Inardi, che apparteneva al Centro di Parapsicologia di Bologna. In questo modo venni a conoscenza di questo centro e cominciai a frequentarlo regolarmente. Qui, incontrai anche vecchi studiosi di astrologia, che mi incuriosirono e mi spinsero ad interessarmi a questa materia. Comprai il libro di Julia e Derek Parker "L'arte dell'astrologo" e con quello cominciai a costruire oroscopi per mio conto. Fu sempre in quel periodo, non ricordo come, che venni a conoscenza di Massimo Frisari; e per un paio d'anni ogni settimana continuai a viaggiare su e giù in treno, il venerdì pomeriggio, da Forlimpopoli a Bologna, per seguire i suoi corsi. Erano gli anni 1969, 1970 e 1971. Poi, ho anche seguito un corso per Corrispondenza di Astrologia Scientifica, condotto da Luciana Pederzani Bononcini e di cui conservo ancora il diploma, che ho conseguito nel 1972.

Fu in quel periodo che hai conosciuto Mario Zoli?

Si, anche lui, in quegli anni frequentava il corso di Frisari; venivamo a casa insieme in treno. Mario scendeva a Faenza ed io a Forlimpopoli. E naturalmente si discuteva di astrologia.

Che ricordo hai di lui?

Beh, era un grande personaggio; una persona "squisita" e un pozzo di... scienza! Sapeva tante di quelle cose, che riusciva sempre a stupirmi, e a volte mi faceva anche venire il... nervoso, quando paragonavo le mie conoscenze astrologiche, in quel tempo veramente limitate, alle sue. Allora, Mario conosceva già bene l'astrologia e seguiva il corso solo per rivederne la parte tecnica.

E come ti sei avvicinato al Cida? Perchè il Cida nasce nel 1970.

Mentre seguivo il corso per corrispondenza, avevo conosciuto Federico Capone, prima tramite un rapporto epistolare, in quanto avevo acquistato alcuni suoi libri, poi personalmente. Fu dietro suo suggerimento che mi iscrissi al Cida e cominciai a ricevere Linguaggio Astrale. Anzi, ricordo che i primi dieci numeri della rivista non li avevo e li ho acquistati in seguito, come arretrati; ricordo che mi sono iscritto con l'undicesimo numero, due o tre anni dopo, fra la fine del 1972 e l'inizio del 1973.

Intanto, se non sbaglio, già da qualche anno, Nettuno era entrato in Sagittario?

Si, erano cominciati i transiti di questo pianeta sul mio stellium. Al conseguimento del diploma del corso per corrispondenza nel 1972, fece seguito una fase un poco confusa della mia vita, che si prolungò per alcuni anni. Ricercavo la tranquillità e smisi di viaggiare, ma continuai a studiare in solitudine, mentre con Mario Zoli rimanemmo sempre in contatto.

E come è ripresa, diciamo, la tua attività "pubblica" in campo astrologico?

Quando nel 1976 sono andato in pensione, ho potuto interessarmi con maggiore continuità di astrologia; ad esempio, mi recavo in biblioteca a studiare. Inoltre, i miei rapporti con l'associazione diventarono più stretti; in quel periodo fui nominato responsabile CIDA per Forlì, anche se non ricordo l'anno preciso.

Te lo dico io! Ho controllato sul verbale del Consiglio Cida, la tua nomina a rappresentante per Forlì o meglio a Vicedelegato, come si usava dire una volta, porta la data del 28 gennaio 1978. Possiamo dire che la Delegazione ha festeggiato quest'anno le nozze d'argento!

Sì hai ragione; ma la vera svolta nella mia attività astrologica avvenne qualche anno dopo. L'anno chiave fu il 1981. Accadde che il comune mi contattò per tenere un corso di astrologia, qui a Forlimpopoli. Il corso ebbe inizio nel gennaio 1981 presso la biblioteca comunale e riscosse un grande successo; ad alcune lezioni parteciparono quasi ottanta persone, tanto che spesso dovevamo abbandonare la biblioteca per spostarci nella sala del consiglio. Ed alla fine terminarono il corso circa cinquanta studenti.

E come è nato il Gruppo Sagittarius?

Terminato il corso, alcuni allievi mi chiesero se potevamo continuare ad incontrarci. Ottenni dalla Cassa Rurale l'autorizzazione a poter utilizzare la sala delle riunioni e cominciammo a trovarci lì per discutere di astrologia, prima ogni quindici giorni e poi ogni settimana; decidemmo subito di formare un gruppo.

Si, ho letto nella rassegna stampa della Delegazione che la prima riunione del gruppo avvenne il 19 giugno di quello stesso anno.

E' vero, ed in quello stesso anno, a fine agosto, venne a trovarci anche Federico Capone, che avevo conosciuto in precedenza. Non fu una vera e propria conferenza, ma una riunione fra di noi; in ogni caso fu il primo incontro ufficiale del nostro gruppo con un personaggio esterno.

E perchè decideste di chiamare il gruppo "Sagittarius"?

La risposta è molto semplice, perchè molti astrologi famosi e molti componenti del gruppo, fra cui io stesso, appartenevano a questo segno.

Mi sembra che anche l'anno seguente, il 1982, fu un anno molto importante per te e per il gruppo Sagittarius?

Si, in quell'anno l'attività del gruppo decollò. La prima a tenere una conferenza ufficiale fu Grazia Mirti, il 6 febbraio 1982, poi vennero a Forlimpopoli Massimo Frisari, Grazia Bordoni, Mario Zoli e Dante Valente. Inoltre, sempre in quell'anno, in occasione di uno dei nostri incontri, fui invitato con Helène Kinauer Saltarini a Tele Romagna per un paio di trasmissioni televisive, che riscossero un grande successo.

Praticamente, da allora avete cominciato a programmare per ogni anno un calendario di conferenze pubbliche?

Si, sono stati tutti incontri molto interessanti. Grazia Mirti e Mario Zoli venivano quasi tutti gli anni e poi sono intervenuti Caterina Ferreri, Adriana Cavadini, Gemma Zucchi e tanti, tanti altri.

Possiamo affermare che tutti gli astrologi italiani sono passati di qui e che tu hai avuto modo di conoscerli; per cui la prossima domanda mi sembra quasi d'obbligo: chi ti ha colpito di più?

Faccio una certa fatica a darti un'unica risposta. Forse, Lisa Morpurgo. Avevo studiato i suoi libri, che erano di tutt'altro genere rispetto a ciò che veniva pubblicato in quegli anni in Italia e mi avevano aperto ad una visione dell'astrologia molto differente; per queste ragioni l'attendevo con ansia. Tuttavia, mi lasciò interdetto, soprattutto per i suoi modi di fare, un poco scostanti. Tutti gli altri li ricordo molto volentieri, da Ciro Discepolo a Tina Sicuteri, per non parlare di Haram, ovvero Alessandro Bellenghi, che era proprio uno strano personaggio; ricordo ancora che invece di pranzare, mi portò in giro per tutti i bar di Forlimpopoli a prendere caffè e a parlare di astrologia; alla fine ne avrà consumati oltre dieci, ma era veramente molto preparato!

Mi sembra, anche, che voi come Gruppo Sagittarius, siete stati fra i primi, oltre quindici anni fa ad invitare Giuseppe Bezza?

Si, Giuseppe Bezza è venuto da noi nel 1986; in quel periodo abbiamo compiuto anche un piccolo studio su Guido Bonatti e sull'astrologia oraria, andando a ricercare in biblioteca a Forlì, il suo "Tractatus Astronomiae". Sempre in quegli anni, intorno al 1988, tenemmo un ciclo di conferenze a Meldola. Spesso ci chiamavano anche dai paesi vicini.

Adesso vorrei porti alcune domande, che riguardano in maniera più specifica il tuo modo di fare astrologia. Innanzitutto come definiresti l'astrologia?

Direi che è una tecnica che dà la possibilità alle persone di capirsi, di poter affrontare il quotidiano in maniera più realistica; può anche essere definita, come una sorta di filosofia di vita.

E che cosa ti interessa in particolare della nostra disciplina?

lo ho sempre ritenuto che l'astrologia sia interessante per conoscere la personalità dell'individuo e in qualche modo per fornire consigli e suggerimenti. Nel mio caso posso affermare che, dopo aver scoperto l'astrologia, ho modificato il mio modo di vivere, nel senso che ho cominciato a capire perchè mi succedevano una serie di cose ed il perchè ero fatto in un determinato modo. Ad esempio, attraverso la posizione del mio Mercurio ho compreso le caratteristiche della mia intelligenza e del mio modo di apprendere. Mi sono reso conto del perchè mi piacevano la musica, la poesia, la montagna, i paesaggi; ho compreso il significato del mio Nettuno forte, che mi porta a vivere intensamente affetti e sentimenti. A mio parere, l’astrologia non dà giudizi morali; non ti dice se il "fare" una certa cosa sia bene o male, però, tramite l'astrologia, ognuno di noi può rendersi conto del perchè si comporta in un determinato modo.

Per quanto riguarda l'interpretazione di un tema, cosa ritieni sia fondamentale?

lo guardo, prima di tutto, Sole, Luna e Ascendente. Tuttavia, riguardo alla posizione dell'Ascendente ho sempre molti dubbi, perchè sappiamo tutti come sia difficile reperire un'ora di nascita esatta; per questo motivo cerco di osservare anche la persona e poi la interrogo per rendermi conto se in quei passaggi sull'Ascendente si sono verificati certi avvenimenti, utilizzando non solo i transiti, ma anche le direzioni simboliche. Per esempio, nel mio caso ho notato che il mio Ascendente a 19° -20° gradi del Sagittario può essere esatto, perchè a 19 anni ho rischiato di morire per aver contratto il morbillo, proprio quando Saturno per direzione simbolica si trovava sull'Ascendente.

Per quanto riguarda il settore previsionale, quali tecniche utilizzi?

Utilizzo soprattutto i transiti, perchè le esperienze che ho avuto in questo campo sono state molto convincenti. Spesso notavo dal tema, che erano passati certi pianeti e le persone mi rispondevano, che erano avvenuti determinati eventi. Certamente è difficile poter, diciamo così, prevedere in maniera esatta ciò che può accadere; però in ogni caso ad ogni transito qualcosa avviene, che riguarda il tema della persona, in relazione al simbolo del pianeta coinvolto. I significati di un simbolo sono così vasti, che è difficile poter centrare con precisione il punto esatto in cui il simbolo può esprimersi; tuttavia, spesso ciò si verifica. Molte volte quando studio un tema o sono di fronte ad un cliente, mi vengono da dire alcune cose senza una ragione, strettamente logica. Sono idee che mi sorgono da dentro, come una sorta di sesto senso, e molto spesso i consultanti, quando ritornano, confermano le mie intuizioni. In alcune occasioni ne ho anche avuto paura, vista la loro esattezza. Forse è il mio Nettuno, che mi permette di captare tutto ciò, in quanto in seguito riguardando il tema, spesso mi chiedo, ma come ho fatto?

E fra le altre tecniche previsionali?

Trovo pochi riscontri nelle Rivoluzioni Solari, pur avendole studiate a lungo. Le analizzo regolarmente, ma nella pratica preferisco utilizzare altre tecniche, come i vari sistemi di direzioni. In particolare le direzioni simboliche, che molte volte mi forniscono indicazioni esatte sugli avvenimenti, che sono successi o che devono accadere, oltre che aiutarmi nella rettifica dell'ora di nascita.

Qual è il più bel libro di astrologia che hai letto?

Sai, io sono rimasto molto affezionato al primo libro, che ho letto: il Parker "L’Arte dell'astrologia”.A volte lo vado ancora a riprendere. Ma amo molto anche " In- troduzione all'astrologia", il primo volume scritto da Lisa Morpurgo, perchè contiene spunti molto interessanti. Per quanto riguarda i transiti, potrei dire che consulto volentieri il libro di Robert Hand, perchè non ha un'impostazione pessimista; ti dà la possibilità di entrare psicologicamente nell'interpretazione. Invece, il volume di Antares mi sconcerta un poco, perchè ti spinge sempre verso avvenimenti drammatici.

Quale consiglio daresti a chi muove i primi passi nello studio dell'astrologia? Cosa suggeriresti?

Di studiare l'astrologia per se stessi e non per stendere subito previsioni per gli altri; a mio parere, è molto importante riuscire a capire i significati che possono rivestire i pianeti nel tema personale e quindi capire se stessi. Il mio consiglio è di studiare a fondo il tema natale personale ed i temi di tutti coloro, che si conoscono bene, perchè all'inizio dello studio è molto difficile esprimere giudizi obiettivi e valutare nel modo giusto i simboli.

lo reputo l'astrologia un'arte, che contempla una parte pratica, che si acquisisce sul campo, solo tramite le consultazioni e l'esperienza. E tu, da questo punto di vista, mi sembra che di esperienza ne hai accumulata tanta?

Si, per oltre venti anni ho tenuto consultazioni. Avevo alcune persone che venivano periodicamente, ogni due, tre mesi, quasi per ogni cosa che dovevano affrontare; anche se arrivare fino a questo punto mi sembra sia esagerato. Poi negli ultimi anni, quando si è chiuso il ciclo di Saturno, mi sono stancato; tutti venivano per chiedermi: "mi sposerò, devo lasciare la mia compagna, ne troverò un'altra, e così via. Rispondere a tali quesiti non è compito dell'astrologo! lo posso consigliare, suggerire, indirizzarti emetterti in guardia, per esempio negli affari, ma non decidere per te. Alcune risposte vanno cercate da soli. Adesso non faccio più consulti, però continuo a ricercare, per valutare se ciò che intuisco corrisponde a verità.

Possiamo affermare, in generale, che l'astrologo deve fare di tutto per "rispettare" i suoi consultanti sia dal punto di vista pratico, non chiedendo cifre esorbitanti, sia dal punto di vista umano.

Da parte mia, ho sempre rifiutato il lato commerciale dell'astrologia ed ho cercato di non chiedere compensi per i consulti. Inoltre, spesso sono venute da me persone, che erano ossessionate da varie paure, perchè spaventate da colleghi astrologi, in particolare da un "personaggio" di un paese qui vicino. Ho cercato di tranquillizzarle e di sdrammatizzare. Ad esempio, con un transito in settima gli veniva predetto: "tuo marito avrà un grave incidente". Poi, non accadeva nulla; magari si trattava solo di problemi sentimentali. Certamente un'avventura sentimentale del coniuge ha un senso, ma un incidente con la macchina...ha tutto un altro peso! Possono riguardare, entrambe, qualcosa relativo al partner, ma vi è una grande differenza! Posso pensare che forse questo astrologo considerasse come un incidente, il fatto di innamorarsi di un'altra persona? Si tratta, in ogni caso, di un atteggiamento troppo deterministico.

Ma forse questi episodi avvengono, perchè in fondo non abbiamo ancora raggiunto un reale riconoscimento sociale. La nostra non è una professione che goda di alcuna tutela pubblica.

A mio parere, esiste troppa confusione, un mescolarsi di mantiche ed operatori. E il grande pubblico possiede una visione distorta dell'astrologia. Ad esempio, qui, in Romagna, l'astrologo viene, tuttora, chiamato "Strolg". Questo è un termine del dialetto locale, che alla lettera significa "Mago"; ovvero colui che fa le carte, legge la mano, etc. Per questo bisogna far conoscere l'astrologia, che non è chiromanzia, cartomanzia, lettura dei fondi di caffè; sono ancora in molti coloro che confondono questa serie di pratiche con la nostra disciplina. Ciò si verifica da una parte perchè molti astrologi mescolano queste pratiche e dall'altra perchè, nel nostro settore, ci sono molti che si dichiarano astrologi, ma poi di fatto non lo sono, in quanto utilizzano tutte le tecniche possibili, ma non l'astrologia. Quando facevo parte del Centro di parapsicologia, mi avevano incaricato di compiere indagini sulle persone della zona qui intorno, che affermavano di essere medium, per verificare le loro reali capacità. Ne ho conosciuti parecchi: alcuni tiravano fuori gli "Angeli", altri accendevano le candele, altri ancora utilizzavano le carte o l'astrologia. In definitiva, vi era una mescolanza di tutte queste pratiche.

Però magari alcuni di questi possedevano realmente capacità paranormali?

No, io non ne ho quasi mai incontrati. Una sola volta, una signora di Cesena mi ha stupito con le sue risposte e con le sue previsioni! La mia curiosità mi ha spinto ad investigare in vari campi e in varie discipline; ad esempio, possiedo anche un diploma di reiki. Tuttavia, l'unica materia che ho trovato valida ed interessante è stata l'astrologia, che ha cambiato la mia vita.

Si, so che coltivi tanti interessi. Hai anche scritto e pubblicato alcune raccolte di poesie?

Sì, ma le mie poesie sono più che altro sfoghi personali, stati d'animo del momento, che sento la necessità di esprimere. Continuo a scrivere, ma dopo questi due libri ho smesso di pubblicare.

Desideravo fare questa riflessione. Sai che si confrontano due grandi scuole di pensiero nel mondo astrologico. Gli astrologi di un tempo, diciamo del primo novecento, ma anche dell'epoca di Federico Capone, avevano l'idea che l'astrologia dovesse essere una scienza per pochi eletti; qualcosa da tenere nascosto, o per lo meno una tecnica iniziatica, che comunque doveva rimanere rivolta a pochi. Era il maestro che trasmetteva la conoscenza ai suoi allievi. Oggi, esiste una corrente "psicologica", che ritiene l'astrologia debba essere divulgata, volgarizzata. E' chiaro che con la divulgazione le conoscenze trasmesse vengono semplificate. Se è vero che al giorno d'oggi esistono molte più persone, rispetto al passato, che conoscono gli elementi fondamentali della nostra disciplina, è anche vero che negli ultimi anni il livello medio della preparazione si è un poco abbassato e che l'astrologia si è molto commercializzata. Tu come la pensi?

lo considero l'astrologia come un qualcosa di scientifico, anche se, a mio parere, non può essere definita proprio una scienza, nel vero senso della parola. Direi che bisogna divulgarla e farla conoscere, proprio perchè molti ne hanno ancora una visione distorta, ma nella divulgazione è insito un rischio: i "media" manipolano e semplificano il messaggio. Ad esempio, ogni mattina le persone leggono l'oroscopo personale, che non riveste alcun significato, e ciò rende l'astrologia una "questione" puramente da salotto. Questo è un grave rischio! Tuttavia, io non credo neanche che l'astrologia debba essere riservata ad una determinata cerchia di persone...

Poi, c'è un'altra domanda classica, che rivolgo a tutti: credi nel Libero Arbitrio o nel Destino?

Ma, a questo punto sono convinto che chiamiamolo caso, chiamiamolo destino, chiamiamolo come vuoi, ma nella mia vita tutto ciò che mi è capitato, è avvenuto perchè mi doveva accadere, non me lo sono andato a cercare. Il mio libero arbitrio ha avuto una piccola... incidenza! Ti faccio un semplice esempio, in relazione alle mie scelte professionali. lo possiedo il diploma di insegnante elementare; improvvisamente, mi arriva il primo incarico per insegnare in uno sperduto paesino di montagna e contemporaneamente, quasi nello stesso giorno, la proposta di essere assunto qui a Forlimpopoli, come impiegato in comune: certo, il libero arbitrio mi ha portato a decidere, ma per una serie di ragioni pratiche la scelta era quasi obbligata! Libero Arbitrio e Destino si sono intrecciati in una maniera stupefacente. Non so come tutto ciò possa essere chiamato. Ed anche quando ho conosciuto mia moglie, è avvenuto qualcosa di simile. Per la mia esperienza, io credo che il destino ti metta davanti ad alcuni fatti e, solo dopo, sei tu a decidere. Quindi, una certa possibilità di scelta ti viene data, anche se alcuni avvenimenti sono già scritti nel tema natale e non si possano cambiare.

E per quanto riguarda i pianeti e la loro azione su di noi?

Me lo sono chiesto tante volte: sono i pianeti o siamo noi che agiamo? Noi affermiamo che è stato Saturno... o qualcosa che noi chiamiamo Saturno, ma non è detto che sia un apporto di quel Saturno, là in cielo. Non credo che quel Saturno là in cielo, si interessi a noi; invece il "simbolo" Saturno...agisce, in quanto è dentro di noi.

E sui transiti e sulle rivoluzioni?

Non sono del parere di molti astrologi che il compiere gli anni lontano da casa renda possibile cambiare la rivoluzione solare, e quindi il proprio destino; e neanche che si possano esorcizzare i transiti. A volte i transiti passano e sembra, che non ti accada nulla, o meglio, non te ne accorgi sul momento, ma solo in un secondo tempo.

Come giudichi il modo attuale di fare astrologia?

In parte sono d'accordo che l'astrologia debba possedere un'impronta psicologica, ma solo in parte! Una tendenza che non condivido dell'astrologia moderna è che oggi giorno si inventano tanti metodi e sistemi nuovi. lo, ad esempio, non utilizzo gli asteroidi e le parti arabe, magari dal momento che nel mio programma per computer vengono calcolati, li inserisco, ma non li considero. Osservo solo Lilith e Chirone, quest'ultimo soprattutto perchè è un elemento simbolico, in relazione con il mio segno, il Sagittario. Penso che si debbano sviluppare ed approfondire bene le tecniche che possediamo. lo credo che se andiamo indietro nel tempo e studiamo bene questi metodi scopriremo che sono ancora i più validi. Per queste ragioni bisogna approfondirli.

Quali sono le prospettive future dell'astrologia nel terzo millennio?

lo penso che si svilupperà ulteriormente.

Per concludere, c'è qualche cosa che vuoi dire ai lettori di Linguaggio Astrale?

Il messaggio potrebbe essere di "leggere e studiare”:.. e soprattutto di chiedere, di porre domande su ciò che non si capisce. Mi auguro che in futuro ci siano astrologi del CIDA disponibili a fornire spiegazioni, magari si potrebbe istituire un servizio apposito, riservato ai soci. Da parte mia, all'inizio ho incontrato molte difficoltà ed ho avuto necessità di rivolgermi ad altri; e così faccio tuttora, quando ho qualche dubbio.

Grazie, Attilio, anche a nome dei nostri lettori, per la tua disponibilità!