|
|
|||||||||||||||||||||||||
|
Tra le sue mura passarono i papi Paolo III (1434), Giulio II (1503) ed il duca di Ferrara Alfonso d'Este (1591).
Dal 1976 è sede del municipio. Al
suo interno sono state riportate alla luce le fondamenta di un'antica
basilica del X secolo. Nell'ala orientale dell'edificio è situato il
museo archeologico, a cui si accede da piazza Fratti. Qui sono conservati reperti preistorici, romani e medievali, frutto di scavi effettuati nella cinta urbana (capitelli, anfore, strumenti litici ed in particolare una lapide che ricorda Lucius Funisulanus Vettunianus, curatore della via Aemilia). La più antica chiesa della città è San Rufillo, il cui nucleo paleocristiano e romanico è ancora visibile sotto il presbiterio ed esternamente nell'abside centrale. Vicino all'ingresso principale trovano posto due monumenti sepolcrali del '500 eretti per Brunoro I e II Zampeschi. Nella
zona dell'abside si trova la cattedra marmorea di San Rufillo, patrono
della città, le cui spoglie, sigillate in una cassa-reliquario, sono
nell'attiguo altare maggiore. All'esterno, sul lato sud, si erge il
campanile di stile lombardo, alla cui base è incastrato un leone
marmoreo di età romana. A
poca distanza, nella centrale via Costa, sorge la chiesa di San
Pietro, costruzione a tre navate esistente da prima del 1361,
ma il cui aspetto attuale è dovuto a un radicale restauro operato tra
il 1822 e il 1837. Ulteriori lavori nel 1962 hanno messo in luce
frammenti di pilastri cruciformi in cotto di origine romanica,
conservati fino all'altezza dei capitelli. La costruzione sacra più originale è però la Chiesa dei servi. Edificata tra il 1379 e il 1461 e parzialmente rifatta nel 1708, si configura su pianta centrale con due masse sovrapposte: una con base ottagonale, interamente ellittica, l'altra posta sopra, eliittica dentro e fuori, con copertura a cupola all'intradosso (caratteristico "torrione" che domina sulle case del centro storico). All'interno si trovano sei grandi nicchie con rispettivi altari, un organo con portelle dipinte e un arco trionfale che si apre su un vasto presbiterio con coro absidale intarsiato. Sono presenti ricchi altari lignei, eleganti arredi e pregevoli dipinti, tra i quali una pala d'Annunciazione (1533) di Palmezzano. Tratto da "Atlante romagnolo" |