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Mentre Venere
percepisce in base a canoni comuni ben definiti, la Luna è in
grado di sentire a livello istintivo, ciò che è normalmente
escluso alle facoltà normali; e solo attraverso l’ausilio, spesso
inconscio, di questa sua dote naturale, vi è la possibilità di
cogliere immediatamente l’impressione giusta, a fronte di
elementi, di fatto impalpabili; qualità che può raggiungere a volte,
forme talmente elevate di precisione, da essere classificata nel para-normale. Penso che in
quest’ultima forma concettuale risieda la differenza fra percezione
(cinque Sensi) e sensazione (Sesto
Senso). Affinando le qualità
percettive si giunge all’apice della sensibilità, mentre, riuscendo
ad amplificare l’onda delle sensazioni, si entra nel territorio di
ciò che, pur non vedendosi e non essendo tangibile, possiede
spessore, estensione e profondità: il luogo, del sentire, dei
Sentimenti, del feeling, e –perché no?- della sensitività. |
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Per quanto possa apparire strano a quanti correntemente interpretano la sensibilità di un individuo, osservando la sua luna nel grafico natale, sono convinto che tale facoltà risieda nel patrimonio genetico di Venere, che la esercita affinando ed armonizzando i cinque Sensi. Sensibilità si sposa con finezza e raffinatezza, con tocco superficiale vellutato e morbido, con squisitezza dei modi, buongusto e stile. Elementi che descrivono ambiti di forma esteriore, di facciata. La nostra parte
sensibile è pubblica, è la nuda Afrodite così come nasce dalla
spuma dell’Oceano; il sentire, il mondo dei sentimenti (amore/odio),
costituiscono invece la parte strettamente privata ed interiore. Chi ci frequenta è in
grado di percepire con la sua Venere, la nostra sensibilità e quando
ci vorrà colpire proverà ad aggredire il Senso venusiano, che noi
mostriamo essere più debole. Ad esempio ci dirà:
… sei stonato come una campana …; oppure:
… non hai un briciolo di gusto nel vestire … ;o
ancora: … hai il tatto di un elefante in una cristalleria …
Ma più che metterci in difficoltà espressiva (rossore, silenzioso
imbarazzo), non sortirà nient’altro: al massimo una ferita
superficiale, che in tempi brevi si rimarginerà. Chi
invece è molto più vicino a noi e quindi spesso partecipe del nostro
stato d’animo (Luna), ci potrebbe ferire molto più
gravemente, affondando l’arma nell’ambito sentimentale ormai privo
di barriere, sino a raggiungere a volte, il nostro amor-proprio
(Luna). In questo caso tali lacerazioni tendono a non
rimarginarsi, ma quand’anche fosse, permarrebbero ampie e perenni
cicatrici nella memoria lunare. Volendo cogliere in modo più
rappresentativo la definizione di sensibilità, si può
ricorrere all’esempio della pellicola fotografica. Ogni
pellicola è provvista sulla superficie, di un composto chimico
gelatinoso, una sorta di filtro che, inversamente al grado di
concentrazione, ne determina la sensibilità. Più la pellicola è
sensibile, più tenue deve risultare la luce che la colpisce.
L’impiego del composto gelatinoso è necessario affinché sfumature
e tonalità possano attraversarlo gradualmente, per poter
impressionare la pellicola in modo differenziato; l’assenza di tale
filtro causerebbe il passaggio della luce nella sua totalità,
impressionando uniformemente il fotogramma, che, una volta sviluppato,
apparirebbe completamente bianco. Risulta quindi evidente come la funzione
superficiale e sensibile del filtro, si identifichi nelle qualità
venusiane, mentre quella relativa all’impressione indelebile che
aiuterà in futuro a ricordare, assuma caratteristiche prettamente
lunari. Anche il tessuto che
riveste il nostro corpo funziona in modo analogo alla pellicola. La
pelle infatti è composta da due strati, in simbiosi fra loro, ma
separabili dal punto di vista funzionale;
Venere regola l’apparenza
per meglio sintonizzarsi con ciò che le sta intorno, è Colei che fa
buon viso a cattivo gioco, che riesce o no a nascondere con la sua
facciata, la porta di accesso più agevole alla segreta lunare.
Funge perciò anche da mezzana nell’anticamera dei
sentimenti: favorisce la loro entrata e li accompagna all’uscita,
solo quando la Luna acconsente al loro transito. Possiede quindi la
facoltà di esprimerli con diverse modalità: carezze, coccole, baci,
teneri sguardi e vezzeggi, per i sentimenti d’amore; occhiate
feroci, dimostrazioni di estremo disgusto e disprezzo, per quelli
d’odio. La Luna li gestisce (gestazione), li protegge, li cura, li nutre, li fa vivere o morire nel proprio intimo; da essi viene coinvolta emotivamente, ma con essi è in grado di coinvolgere gli altri: in modo autonomo, quando le sue potenzialità lo consentono, mediante l’uso spiraleggiante del feeling; oppure, in joint-venture con Venere, la quale mette a disposizione le sue Arti, per manifestarli, dando di essi la prova concreta. Venere ne descrive
l’aspetto, la Luna li incamera, li alimenta, li accresce o li
attenua, in intensità e spessore. Con la Luna si provano
(intimamente) passione e/o indifferenza, con Venere si palesano
(esteriormente). |
| (*) Epitelio: tessuto di rivestimento che ricopre la superficie esterna e le cavità interne (mucose) del corpo. | |
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